Pirro Varone
Pirro Varone, azienda vitivinicola che prende il nome dalla casa in Manduria dove visse l'omonimo benefattore, giovane e dinamica azienda che nasce dalla fervida volontà e dalla passione di Maria Antonietta Occhinero.
Volontà di far riscoprire le proprie radici, di rivalutare i vini e l'olio del territorio salentino, attraverso una costante ricerca della qualità, con particolare attenzione all'ambiente grazie all'impiego di metodi biologici. Passione nel riproporre al consumatore tipologie di vini autentici, nell'assoluto rispetto della tradizione enologica del territorio.
La vendemmia rigorosamente a mano, severa selezione dei grappoli nel rispetto delle caratteristiche ambientali e della personalità del vitigno, vinificazione come frutto dell'impiego di moderne tecnologie e tecniche di lavorazione che consentono di valorizzare il meglio delle uve.
Così nascono i prodotti Pirro Varone, autentici, genuini, ricchi di fragranze e profumi, prodotti che l'azienda omonima produce nel pieno rispetto dei secolari valori e dei costumi salentini.
La storia
Il Librone Magno delle famiglie di Manduria riporta il nome di Pirro Varone, figlio di Giovan Battista, nobiluomo ebreo convertito al cattolicesimo, la storia ne tramanda le umane virtù di benefattore, magnanimo dispensatore di offerte alla Chiesa Matrice e ad altre chiese dell'antico borgo, sino alla fine della sua vita, allorchè, con testamento del 24 febbraio 1587, egli lasciò erede del suo patrimonio il Venerabile Monte di Pietà.
La generosità di Pirro Varone è la stessa di una terra che, ancora oggi, riverbera gli innati aneliti gentili nel suo vino.
Posta nel versante sud orientale della provincia di Taranto, nel cuore dell'areale del Primitivo, Manduria è luogo del vino per eccellenza e i suoi nettari sono rinomati in tutto il mondo, grazie a caratteristiche organolettiche che li rendono unici, così come i vini dell'azienda Pirro Varone, che nascono dai 15 ettari vitati di contrada Surani, zona particolarmente votata dell'agro manduriano.In quei campi, ai tradizionali vitigni primitivo, negramaro e malvasia si unisce la riscoperta del Fiano Minutolo (antico vitigno pugliese la cui coltivazione risale all'epoca romana), a comporre il primo tassello di una filiera completa, che dalla campagna alla bottiglia esprime un'unica costante: la qualità.
La stessa qualità dei vigneti Pirro Varone che ne abbassa la resa media rigorosamente a non più di 70 q.li/ha. Quasi come fosse tutto una cura materna, che trova lo slancio più forte nell'impareggiabile contatto fisico della vendemmia: grappoli spargoli, accarezzati al taglio e riposti come in una culla.

